Associazione di volontariato Zero su Tre Udine: per dire basta alla violenza sulle donne

Associazione udinese di volontariato Zero su Tre:
per dire BASTA al fenomeno sempre più diffuso e dilagante
della violenza di genere.

zerosutre@gmail.com
T. + 39 392 0228525

CHI SIAMO

L’associazione di volontariato udinese ZeroSuTre è nata il giorno 28 giugno 2016 ed è composta da donne di diversa età, etnia, professione e provenienza
che hanno deciso di dire basta al fenomeno sempre più diffuso e dilagante della violenza di genere.

Associazione contro la violenza sulle donne Zero su Tre

Lo scopo dell'Associazione

Lo scopo dell’associazione è quello di contrastare tutti i tipi di violenza con azioni di prevenzione e sensibilizzazione che coinvolgano il maggior numero di persone possibili e creino un reale cambiamento all’interno della nostra comunità.

I diritti delle donne

In questi tempi, specialmente, risulta quanto mai fondamentale concentrarsi sulle donne e sui loro diritti: il diritto di chiudere una relazione, il diritto di vivere al meglio la propria vita, il diritto di essere madre, moglie e figlia nel modo che ritengono più adeguato, ma anche semplicemente… il diritto di essere liberamente donna.

Cosa facciamo

ZeroSuTre nasce per far fronte comune, mettendo a disposizione le diverse esperienze di vita e professionali, per fornire supporto e sostegno e per dare sempre più visibilità ad una tematica che troppo spesso continua a rimanere in secondo piano. Ma che, al contrario, coinvolge tutti i generi, tutti gli strati sociali e tutte le popolazioni.

Troppo spesso la violenza di genere viene oscurata, sottovalutata o semplicemente ignorata. Ma questo non è più possibile.
ZeroSuTre, in special modo, auspica a promuovere una società libera dalla violenza e dalla diseguaglianza tra i generi, per migliorare la qualità della vita delle persone in generale e delle donne in particolare. La maggior parte delle volte la violenza contro le donne continua però a rimanere una questione unicamente femminile: la violenza di genere, invece, è una questione sociale che accumuna donne e uomini allo stesso tempo e che da entrambi dev’essere contrastata.

#STOPVIOLENCE

  • Le componenti dell'associazione sentono la necessità di offrire un aiuto concreto poiché viviamo in un paese in cui tuttora continuano a venire trasmessi valori sbagliati, in cui l’uomo e la donna continuano ad essere posti su due livelli completamente differenti, totalmente sbilanciati: il genere maschile è sempre considerato superiore a quello femminile, con tutte le conseguenze ad esso connesse.

  • Sostenere una visione talmente ambivalente dei rapporti tra i generi, contribuisce ad incrementare idee distorte e sbagliate sulle relazioni interpersonali e sui comportamenti che vengono considerati “corretti” o semplicemente “adeguati” rispetto a quelli che realmente lo sono.

  • Zerosutre spera di poter diventare la base per perseguire una rivoluzione culturale, quanto mai necessaria in Italia (ma non solo), per poter cambiare realmente lo stato delle cose.

NEWS & INIZIATIVE

La spirale della violenza domestica.

La spirale della violenza domestica.

Le botte non sono l'unica forma di violenza cui le donne sono soggette. Di solito il maltrattatore non è uno straniero; nella maggior parte dei casi è una persona conosciuta, il partner, l'ex, un famigliare... La dinamica è sempre la stessa: agli abusi si alternano false riappacificazioni. Il meccanismo è terribile: il maltrattatore sfrutta il senso di colpa e di vergogna della vittima per controllarla, isolarla e quindi distruggerla. Ma ricorda: non è mai colpa tua! Le conseguenze possono essere letali: più di 2000 donne negli ultimi 20 anni sono state uccise dal proprio partner. Ecco perchè saper riconoscere i segni della violenza domestica, che trascina la vittima in una spirale mortale, ti può salvare la vita.

  • 1. Violenza psicologica: se quando mostri di essere indipendente e non ubbidisci ti minacce di andarsene, “se fai così sgnifica che non mi vuoi bene... allora me ne vado” non è gelosia.
  • 2. Isolamento: col ricatto affettivo ti lega solo a lui distaccandoti dai tuoi parenti, amici, colleghi e conoscenti per controllarti.
  • 3. Umiliazione: ti fa sentire buona a nulla fino a spingerti a giustificarti per tutto quello che fai.
  • 4. Botte e abusi sessuali: ti punisce anche per fatti di nessuna importanza, ti costringe a fare sesso dopo averti colpito.
  • 5. Il finto rimorso: alla violenza alterna finte scuse. Non cambierà mai. Sarà sempre peggio.
  • 6. Minacce ai figli: se non ti pieghi minaccia di portarti vi i figli.
  • 7. Ti uccide. Non aspettare che accada.
Non devi sopportare in silenzio. Ricorda: la violenza non è un destino e non c'è nulla di cui vergognarsi ad essere una vittima. Non sei sola. Zerosutre ti può aiutare.

#STOPTHECUT

#STOPTHECUT

Il 6 febbraio scorso si è celebrata la Giornata Internazionale contro le mutilazioni genitali femminili, una pratica brutale con la quale i corpi femminili vengono violati nella loro sessualità e costretti a subire violenza e dolore per un “rituale di passaggio all’età adulta” di cui alcuni ancora oggi giustificano l’esistenza. Nel mondo almeno 200 milioni di bambine e di ragazze tra i 15 e i 19 anni sono state sottoposte a mutilazioni genitali femminili che vanno dalla rimozione del clitoride, a quella delle piccole e delle grandi labbra o ancora alla chiusura dell’orifizio vaginale, più nota come “infibulazione”. Orribili mutilazioni motivate spesso da ragioni di ordine religioso che in realtà di religioso non hanno proprio nulla e che invece rispondono alla volontà maschile di sottomettere la donna. Vengono eseguite con lamette, strumenti affilati non sterilizzati, senza le necessarie precauzioni di tipo sanitario e molto spesso comportano gravi infezioni, cistiti, emorragie e dolore, se non, nei casi più gravi, la morte. Sono diffuse in alcuni paesi asiatici e del Medio Oriente (Yemen o Iraq) ed in particolare in Africa, in paesi quali la Somalia, ove i dati riportano che la percentuale delle donne mutilate sia addirittura del 98%, l’Eritrea, Djibouti, l’Egitto, il Sudan, Burkina Faso, Gambia, Guinea ove assistiamo al perpetrarsi di queste torture. Gli unici strumenti utili per combattere queste usanze violente sono l’informazione e il dialogo, proprio per minare il loro radicamento nelle diverse culture. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha incluso l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, approvati nel 2015, che dovranno essere raggiunti entro il 2030. #STOPTHECUT#ZEROSUTRE#

Convenzione di Istanbul e Femminicidi.

Convenzione di Istanbul e Femminicidi.

Appello del 29.12.18 di Cgil, Cisl, Uil, Dire (Donne in rete contro la violenza), Udi, Telefono Rosa contro la violenza sulle donne E' intollerabile la strage di donne quotidiana, implacabile, una guerra senza tregua e senza un contrasto efficace. Sei donne in questo fine anno sono state uccise da mariti, compagni o ex, da Giarre a Bolzano.Tre nella sola giornata del 23 dicembre, l’anti-vigilia di Natale, altre tre nelle ultime 48 ore. Tutte vittime di una violenza maschile trasversale che non conosce distinzione di classe sociale o economica e che coinvolge i minori. Per non parlare delle aggressioni gravissime in famiglia. Tutte queste morti sono manifestazione estrema di un problema strutturale che richiede un intervento sistemico prioritario nell'agenda di governo, sono la dimostrazione che non si fa abbastanza, che si sottovaluta la pericolosità della violenza maschile, la gravità delle condotte, tradotte spesso in sentenze con attenuanti insopportabili e pene irrisorie. Troppe minacce e denunce vengono sottovalutate, archiviate, ricondotte a liti tra coppie che si separano. Con la complicità dei media, che si ostinano a usare vecchi stereotipi come il “raptus” o la “gelosia”. In Italia non esiste ancora un Osservatorio nazionale sulla violenza sulle donne, un sistema di rilevazione delle donne che si rivolgono ai servizi sanitari (consultori, pronto soccorso, strutture ospedaliere, ecc.) e sociali, a causa di situazioni di violenza. Troppo superficiale l’attenzione politica dello stato. Troppo esigui i fondi destinati ai centri antiviolenza, erogati con ritardo a livello centrale e regionale, con criteri di assegnazione scarsamente trasparenti, e troppo elevato il rischio che le scarse risorse disponibili finiscano a realtà senza esperienza e competenza specialistica, mettendo a rischio la qualità degli interventi e con essi, l'indispensabile attività di prevenzione. La violenza maschile si combatte con la prevenzione, l’attenzione delle forze dell'ordine ai reati sentinella, con una struttura dello stato capace di intervenire subito e in modo adeguato, con l'educazione nelle scuole, promuovendo una radicale trasformazione culturale che riequilibri le dimensioni di potere tra i generi, che preveda misure concrete di prevenzione e contrasto degli agiti violenti, che consenta alle donne di uscire dalle relazioni pericolose, e di riconquistare libertà ed autodeterminazione, superando le disparità di genere nel mercato del lavoro, che rendono le donne fragili economicamente e socialmente, impedendo loro di difendere se stesse e i propri figli. Temi ed azioni di cui non c'è traccia nella manovra di bilancio, nessuna misura per l'occupazione femminile e per combattere la disparità salariale. Le donne dicono basta e pretendono che lo Stato italiano garantisca adeguatamente la loro vita come detta la Convenzione di Istanbul.

VIOLENZA E DENUNCE: SANZIONI AL PM

VIOLENZA E DENUNCE: SANZIONI AL PM

Quante volte siamo costretti ad ascoltare che le denunce di donne vittime di violenza sono rimaste impunite o che nei confronti dei responsabili sono state emesse condanne minime, insufficienti a risarcire sia materialmente che moralmente le vittime? Certo, è essenziale che nei casi di violenza vi sia in primis un intervento tempestivo da parte delle Forze dell’Ordine e dei magistrati per ottenere dei risultati, ma non basta, serve di più. Questo è ciò che emerge dalla lettura della sentenza 20355/2018 con la quale la Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni disposte dalla commissione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura nei confronti di un sostituto procuratore, reo di non aver fatto il possibile affinché un uomo, autore di tre aggressioni in soli quattro mesi ai danni della compagna alla fine uccisa, fosse rinchiuso in carcere invece di rimanere agli arresti domiciliari. E’ legittimo chiedersi allora se sia sufficiente che un PM si limiti ad applicare formalmente la legg eo, in situazioni gravi quali la violenza sulle donne, nei maltrattamenti, nello stalking, possa osare adottando, o chiedendo ad altri di adottare, misure più consone alla pericolosità della situazione, in questo caso il carcere. In particolar modo nei processi per i reati di violenza il processo stesso assume anche un valore simbolico: il riconoscimento istituzionale del dolore provato. Ottenerlo spesso aiuta la donna ad uscire dalla spirale della violenza.

Associazione di volontariato contro la violenza sulle donne

Collaborazione con PASSI AVANTI

Attualmente, l’associazione sta collaborando all’iniziativa PASSI AVANTI con diverse associazioni e organizzazioni del territorio udinese e grazie alla direzione della Commissione Pari Opportunità di Udine. PASSI AVANTI è un calendario unitario di eventi che da diversi anni affronta il tema della “violenza” sulle donne e non solo, in occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza sulle Donne, e del 20 novembre, giornata in cui si celebra il TDOR (Transgender Day of Remembrance).

VIDEO

Intervista a Rosi Toffano e Marina Ellero su #livesocial: cos'è e come si manifesta la violenza di genere

Una Psicologa e una Avvocatessa a confronto sulla violenza di genere. Intervista su #livesocial a due componenti del direttivo dell'Associazione

Intervento in Commissione regionale Pari opportunità di Renata Della Ricca

Intervista a Rosi Toffano e Marina Ellero su #livesocial: cos'è e come si manifesta la violenza di genere

DMAV Dalla Maschera Al Volto

Muovendo i suoi primi passi, l’associazione ha aderito alla proposta del Collettivo DMAV- Dalla Maschera Al Volto- che in sinergia con la PSG Partnership Studies Group dell’Università degli Studi di Udine ha creato l’iniziativa #Numbers, svoltasi a Udine nelle giornate del 1 e 2 luglio 2016 e con una mostra esposta al Museo Etnografico del Friuli fino al 28 agosto 2016. Il progetto #Numbers è un intervento di arte sociale che vuole rendere reattiva la cittadinanza creando un’ambientazione sonora e digitale di forte impatto in aree del centro città poco valorizzate, in modo da stimolare un’interazione diretta del pubblico nell’azione artistica, stimolando la possibilità di vivere lo spazio, generando partecipazione e cambiamento. L’associazione ZeroSuTre si è ritrovata subito in sintonia con tale prospettiva, dato che ha sempre sostenuto la necessità di creare nuovi scenari collettivi per rendere la società più propensa a superare le avversità e ad aiutare le persone che si trovano a vivere in situazioni di violenza e maltrattamento.

#STOPVIOLENCE

  • Le componenti dell'associazione sentono la necessità di offrire un aiuto concreto poiché viviamo in un paese in cui tuttora continuano a venire trasmessi valori sbagliati, in cui l’uomo e la donna continuano ad essere posti su due livelli completamente differenti, totalmente sbilanciati: il genere maschile è sempre considerato superiore a quello femminile, con tutte le conseguenze ad esso connesse.

  • Sostenere una visione talmente ambivalente dei rapporti tra i generi, contribuisce ad incrementare idee distorte e sbagliate sulle relazioni interpersonali e sui comportamenti che vengono considerati “corretti” o semplicemente “adeguati” rispetto a quelli che realmente lo sono.

  • Zerosutre spera di poter diventare la base per perseguire una rivoluzione culturale, quanto mai necessaria in Italia (ma non solo), per poter cambiare realmente lo stato delle cose.

LINK UTILI

Goap Centro Anti Violenza
GOAP ONLUS

Gruppo operatrici antiviolenza e progetti (TS)
www.goap.it

Casa delle donne Udine
Casa delle donne

Casa delle donne "Paola Trombetti" (UD)
www. casadelledonneudine.it

#stopviolence

  • "Solo un uomo PICCOLO usa la violenza sulle donne per sentirsi GRANDE"

  • "Un vero uomo conquista con la forza del cuore... NON delle mani"

  • "Non giustificare un partner violento: DENUNCIALO"

ContaTTI

DOVE SIAMO:

Sede operativa:
Casa delle Donne
Via Pradamano, 21
33100 Udine